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La scienza conferma l’importanza del nervo vago nel benessere fisico e mentale

Il suo nome in latino significa “vagabondo” e secondo le ultime ricerche scientifiche, sembra avere un ruolo centrale nel benessere fisico e psicologico: è il nervo vago. Ma di che si tratta? Quando ad esempio facciamo un respiro profondo, abbracciamo un amico o allunghiamo un po’ i muscoli, sentiamo un senso di calma e comfort. Questi movimenti attivano un complicato sistema nervoso che collega il cervello al cuore, all’intestino, al sistema immunitario e a molti altri organi. Questo sistema è noto appunto come “nervo vago”.

Il nervo vago è uno dei dodici nervi cranici che si estendono dal cervello nel corpo come un’intricata rete di radici. Queste reti nervose agiscono come linee di comunicazione tra il cervello e i numerosi sistemi e organi del corpo. Alcuni nervi cranici si occupano delle informazioni sensoriali che arrivano dalla pelle, dagli occhi o dalla lingua. Altri controllano i muscoli o comunicano con le ghiandole.

Il nervo vago, detto anche “decimo nervo cranico”, è il più lungo, il più grande e il più complesso dei nervi cranici e, per certi versi, è anche il meno compreso. Gli esperti hanno collegato la sua attività a malattie come l’emicrania, le infiammazioni intestinali, la depressione, l’epilessia, l’artrite e molti altri disturbi comuni. Più la scienza impara a conoscere questo nervo, più sembra che una migliore comprensione della sua funzione possa aprire nuove porte al trattamento di molti disturbi fisici e mentali.

Tiffany Field, direttrice del Touch Research Institute presso la University of Miami School of Medicine, spiega che le diramazioni del nervo vago sono collegate al viso e alla voce: «Sappiamo che le persone depresse hanno una bassa attività vagale, e ciò è associato a una minore intonazione e ad espressioni facciali meno attive», aggiunge. Una diramazione del nervo vago ad esempio scende nel tratto gastrointestinale: qui, una bassa attività vagale è associata a motilità gastrica rallentata, che interferisce con una corretta digestione.

Altre diramazioni del nervo vago sono collegate al cuore, ai polmoni e al sistema immunitario. L’attivazione o la disattivazione del nervo vago può dipendere da ormoni come il cortisolo (che regola lo stress) e la grelina (che regola l’appetito), dall’infiammazione prodotta dal sistema immunitario e da molti altri processi. «C’è un’enorme serie di eventi bioelettrici e biochimici di cui è responsabile il nervo vago, quasi impossibili da mappare», afferma la dottoressa Field.

Insomma, anche se non tutto è ancora chiaro, sembra evidente che il nervo vago abbia la funzione di governare il sistema nervoso parasimpatico, che aiuta a controllare le risposte di rilassamento del corpo. In parole povere, un’intensa attività vagale contrasta la risposta di stress dettata dal sistema nervoso simpatico. «Il sistema nervoso simpatico è regolato su due azioni: “lotta o scappa”,  il sistema nervoso parasimpatico invece è più rilassato», chiarisce Stephen Silberstein, professore di neurologia e direttore dell’Headache Center presso l’ospedale Thomas Jefferson di Philadelphia. Secondo Silberstein un’attività vagale intensificata rallenta la frequenza cardiaca e spegne l’infiammazione, innescando il rilascio di sostanze chimiche che calmano il sistema immunitario. Anche attivando il nervo vago attraverso la stimolazione elettronica si può avere una serie di benefici per la salute. «A seconda della frequenza della stimolazione, sappiamo che si può fermare un attacco d’asma o un attacco epilettico», spiega Silberstein. «Possiamo spegnere l’emicrania o la cefalea a grappolo e possiamo diminuire la percezione del reflusso acido».

Fino a non molto tempo fa questa stimolazione richiedeva un impianto chirurgico nel torace che trasmetteva impulsi elettrici direttamente nel nervo vago. Ma alcuni dispositivi più recenti e non invasivi sono in grado di stimolare il nervo vago quando vengono premuti sul collo. Silberstein spiega che i medici stanno esplorando l’uso della stimolazione del nervo vago per una vasta gamma di malattie e disturbi, comprese quelli mentali. Insomma, praticamente in tutte le condizioni mediche comuni che sono peggiorate dallo stress o dall’infiammazione, come l’artrite o la sindrome dell’intestino irritabile, le ricerche dimostrano che la stimolazione del nervo vago può aiutare a curarle o alleviarne i sintomi.

«Stiamo imparando sempre di più quanto sia critica l’attività vagale per l’attenzione e l’umore», afferma la dottoressa Field. Esistono già prove che la stimolazione del nervo vago possa migliorare la memoria di lavoro o aiutare le persone con disturbo da deficit di attenzione e iperattività. E già all’inizio degli anni Duemila, la FDA (l’agenzia americana che approva i trattamenti farmacologici) ha detto sì alla stimolazione del nervo vago per il trattamento di alcune forme di depressione.

Quello che gli studi mettono inoltre in luce è che si può stimolare il nervo vago anche con il massaggio e lo yoga, perché entrambi agiscono sui recettori di pressione sotto la superficie della pelle, su quelli situati in tutto il corpo e su quelli che si possono raggiungere solo con una pressione decisa o un allungamento profondo. «Alcuni studi dimostrano che i pazienti con emicrania hanno ridotta attività vagale», dice il dottor Silberstein. «Abbiamo cercato di risolvere il problema facendo yoga o meditazione con respirazione profonda, e abbiamo scoperto che molte di queste cose ci hanno permesso di attivare il nervo vagale». Insomma quasi tutto ciò che le persone trovano rilassante – meditazione, respirazione profonda – è associato a un’intensa attività vagale e del sistema nervoso parasimpatico. Un tocco leggero o una carezza sono eccitanti, mentre un abbraccio o una potente stretta di mano sono rilassanti: ma tutti attivano il nervo vago e l’attività parasimpatica.

C’è ancora molto sul nervo vago che la scienza non sa, ma man mano che i medici scopriranno nuove informazioni si potranno sperimentare modi più efficaci per alleviare il dolore del corpo e della mente.

Fonte: Elemental, 12/2019